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6 trucchi per sfruttare Google senza spendere

6 trucchi per sfruttare Google senza spendere
15/04/2016marketing

6 trucchi per sfruttare Google senza spendere


Quando si parla di posizionamento su Google, in buona parte dei casi, si intende prendere il sito di un’azienda e fare di tutto per portarlo in cima alla SERP (acronimo di Search Engine Results Page, ovvero pagina con i risultati di un motore di ricerca) per determinate chiavi di ricerca inerenti al business svolto. Sarò franco:

  • costa molto: anche solo in termini di ore da investirci per non parlare di consulenti e contenuti da generare,
  • i risultati non sono garantiti: le variabili in gioco sono così tante e variano nel tempo tanto che è difficile considerarle tutte. Per di più, molto dipende anche dai concorrenti - se anche loro stanno investendo nel posizionamento su Google come te, la strada sarà molto più in salita,
  • i tempi sono lunghi: da un lato ci vuole tempo per creare i contenuti ed eseguire tutte le strategie che ti proporranno i tuoi consulenti. Dall’altro Google stesso, per quanto automatizzi l’automatizzabile, ha dei tempi fisiologici per indicizzare tutti i siti online, quindi possono volerci anche parecchi mesi prima di vedere i frutti dei tuoi investimenti.

Infine bisogna vedere se la cosa ripaga. Anche se raggiungessimo i risultati sperati, il profitto sul volume d’affari generato da una buona strategia web coprirà l’investimento (parliamo di migliaia di Euro)?

Di fronte a tutte queste queste difficoltà legate al lavoro di indicizzazione uno può velocemente abbandonare ogni speranza prima ancora di iniziare, e lasciare stare il web, classificando sbrigativamente l’attività online come un inutile pozzo senza fondo di spese, perdendosi così anche le opportunità che alcuni semplici strumenti e accorgimenti potrebbero generare.

La guida che segue vuole essere un aiuto lucido e pragmatico per quelle agenzie e quei broker che non hanno ingenti risorse da buttare ma che sanno che non essere minimamente presenti online oggi equivale ad aprire un’agenzia nella cantina di una casetta in un paesino sperduto al centro di una foresta. In fiamme.

I primi tre consigli sono validi anche per chi non ha un sito web proprio. Gli altri possono comunque tornare utili a chi non lo ha, ma danno maggiori benefici se si ha una presenza web propria, come appunto un sito o un blog.

1. Rivendica la proprietà sulla tua agenzia nei portali e nelle web directory


Effettua una ricerca su Google con il tuo nome inserendo nella stringa di ricerca anche parole come “broker” o “assicurazioni” e la tua area geografica di attività. Quindi se sei un broker cerca ad esempio “Mario Rossi assicurazioni Brescia”. Chi ha una ragione sociale diversa dal proprio nome, sostituirà ovviamente il nome e cognome con il nome dell’azienda. Nei risultati di ricerca troverai probabilmente il tuo sito, se ne hai uno, e poi forse anche alcuni risultati provenienti da portali e registri. Ti faccio un breve elenco di quelle meglio posizionate in Italia per il nostro settore:

Se apri questi link troverai alcuni dati di contatto della tua azienda (numero di telefono, indirizzo email, indirizzo fisico ecc.) anche se non è detto che siano attuali e corretti. Di norma trovi anche un link da qualche parte sulla pagina che ti permette di indicare che sei tu il titolare dell’agenzia . Fallo e aggiorna i dati .
Se ne hai modo, aggiungi anche una descrizione e quante più informazioni utili per i tuoi clienti e potenziali clienti puoi (numero di cellulare, orari di apertura, indirizzo del tuo sito web, ecc.).

Nella maggior parte dei casi quest’operazione è gratuita (i portali in genere guadagnano dalla pubblicità sulle pagine o altri servizi), ma dovrai crearti un account. In ogni caso ti consiglio di partire con quelli gratuiti e se poi notassi che effettivamente i contatti aumentano, vedrai tu se ha senso passare ai servizi a pagamento.

Chiedi sempre ai tuoi nuovi clienti come ti hanno trovato e segna nel tuo CRM la provenienza di ciascuno.

Google premierà in termini di indicizzazione i tuoi profili rivendicati perché ha una garanzia in più che i dati siano corretti e che tu sia ancora operativo.

   Attenzione:   Per ogni indirizzo fisico, email o numero di telefonato elencato in questi registri online è importante che esista solo una voce per registro, altrimenti Google non saprà quale caso è corretto e ti penalizzerà.

   Suggerimento:   Per individuare i portali ai quali devi iscriverti, non limitarti a googlare te stesso, ma fallo anche per i tuoi concorrenti diretti. Là dove stanno loro, dovresti esserci anche tu!

2. Crea un profilo Google per la tua azienda


Se hai aggiunto nella vostra chiave di ricerca una città come variabile geografica, probabilmente in alto a destra dei risultati di Google trovi anche una piccola cartina Google Maps della zona.

Per aggiornare e migliore le tue informazioni che Google ha sulla tua attività, la cosa migliore è che ti crei (se già non lo avessi) un tuo account Google. Vanno benissimo anche i tuoi account Gmail o Youtube.

Vai su business.google.com e accedi con il tuo account e segui il percorso di creazione di una pagina Google+ per la tua attività. Le pagine Google+ sono il corrispettivo delle fan page Facebook (diverse dai profili personali). Ti consiglio di farlo anche se non hai intenzione di creare regolarmente aggiornamenti di stato su G+. Maggiore è il numero di informazione che offri a Google e più gli sarà facile associarle a te e alla tua attività.

Anche se è possibile creare nuove categorie di settore, è preferibile usare quelle proposte da Google (a meno che tu non sia proprio in una nicchia minuscola). E specialmente, non crearne di nuove inserendo la tua posizione geografica (ad es: “Assicurazioni vita Milano”). Se Google se ne accorge, ti potrebbe penalizzare pesantemente.

   Attenzione:   In alto, nella barra blu in alto noterete che potete caricare delle foto. Non è obbligatorio, ma se non lo fate voi, Google potrebbe fare di testa sua e chissà cosa mostrerà. Meglio che siate voi a caricare qualcosa, anche solo una foto o un logo.

   Suggerimento:   Sfrutta tutti i campi che Google ti mette a disposizione scegliendo possibilmente sempre le informazioni dai menù a scelta che più si addicono al tuo caso. Se un’opzione è proposta da Google è perché c’è gente interessata che la cerca.

3. Sfrutta la forza delle keyword nei campi di descrizione


Sia che tu stia redigendo la presentazione della tua attività su un portale o su Google, è importante avere un metodo. Spesso trovo online descrizione del tipo:

La nostra agenzia è attiva sul territorio da tre generazioni. Per i nostri clienti siamo un punto di riferimento sempre disponibile e in continua cambiamento per mantenerci sempre sulla cresta dell’onda. Da noi troverete tutto quello che cercate ai costi più accessibili con servizi su misura.

Ispira fiducia? Forse sì, ma non servirà a molto, perché un testo del genere non serve a nulla in un’ottica di indicizzazione nei motori di ricerca. Secondo te, quante persone in cerca di un assicuratore googlano “agenzia attiva da almeno tre generazioni” o “agenzia disponibile e che si aggiorna continuamente” o “agenzia con tutto quello che cerco”?
La descrizione, che può anche contenere informazioni del genere, va necessariamente integrata con parole chiave utili.

Se anziché “La nostra agenzia è attiva sul territorio da tre generazioni” io scrivessi “L’agenzia assicurativa Garibaldi è attiva da tre generazioni a Castiglione delle Stiviere e copre tutta la provincia di Mantova” mi renderei molto più facilmente trovabile da chiunque cercasse:

  • “agenzia assicurativa Mantova”
  • “assicurazioni a Castiglione”
  • “agenzia Garibaldi provincia Mantova”
che probabilmente è quello che le persone effettivamente cercano quando hanno bisogno di una R.C.A.

Per i nostri clienti siamo un punto di riferimento sempre disponibile e in continua cambiamento per mantenerci sempre sulla cresta dell’onda. Da noi troverete tutto quello che cercate ai costi più accessibili con servizi su misura.

può essere sostituito con

I nostri clienti apprezzano la nostra disponibilità 24/7 (anche nei weekend!). In più siamo un’agenzia multimandataria, quindi offriamo ad es. sia polizze Generali che Unipol o Axa, creando un portfolio completo, con una buona copertura complessiva, al prezzo più conveniente.

In questa maniera finalmente mi troverà anche chi cerca “polizza RCA conveniente”, “assicurazione Generali Mantova” e così via.

Anche in questo caso, chi ha un buon CRM è avvantaggiato. In poco tempo gli sarà possibile filtrare i brand delle polizze vendute per vedere quali sono i più richiesti tra i propri clienti.

   Attenzione:   Non esagerare però con le parole chiave. Google ormai è in grado di capire se sono state inserite liste senza senso giusto per ingannarlo o se invece sono state citate perché hanno senso nel contesto in cui sono. La regola è: finché scrivi come parli va tutto bene.

   Suggerimento:   Usa gli strumenti offerti da Google (Google Keyword Planner) per identificare le parole chiave più ricercate nella tua zona. Anche a questo servizio accedi con le credenziali della tua Gmail senza dover creare un nuovo account Google.

Se stai cercando un valido CRM, accessibile anche da cellulare, pensato per assicuratori e gratuito allora prova Magicbroker.

4. Fai parlare di te


Fin qui ti ho parlato solo di portali e dei servizi di Google complementari alla ricerca, ma ovviamente ci sono altri sistemi per essere presenti nelle SERP (risultati di ricerca di Google). Uno di questi è far parlare di sé su altri siti.

Se quindi hai legami con blogger locali o anche testate giornalistiche della zona, sfruttali per farti intervistare o pubblicare un piccolo approfondimento sul tuo settore. Oltre agli ovvi vantaggi di branding (ovvero farsi conoscere), Google ripescherà questi contenuti (meglio se scritti, in forma di articolo, ma anche video Youtube vanno bene) e li darà in pasto ai tuoi potenziali clienti che inevitabilmente penseranno che sei un vero punto di riferimento competente per la tua zona.

   Attenzione:   Farti intervistare sul blog calcistico di tuo cugino servirà a poco, perché Google (e i gli utenti web) si chiederà se sei effettivamente un assicuratore o un commentatore sportivo.

   Suggerimento:   Se ne hai l’occasione, focalizza ogni tuo intervento su un tema specifico come ad esempio le assicurazioni sulla casa in caso di cataclisma o sull’RCT di organizzazioni non-profit ecc. Così diventerà più facile organizzare ripetuti interventi su un giornale locale.

5. Fatti linkare da altri siti del settore


Se i tuoi mandanti hanno una sezione del loro sito in cui elencano i propri produttori, chiedi di farti linkare. Manda loro informazioni precise su quello che vorresti: indica loro l’indirizzo del sito o magari di una sottopagina che hai realizzato apposta per chi proviene da quel sito. Google infatti considera il numero di link in ingresso su una pagina come uno dei fattori più importanti se non il fattore principale per decidere chi mostrare in cima alla SERP.

   Attenzione:   Come anche al punto 4, non farti prendere la mano e chiedere a chiunque di linkarti. è importante che i link provengano da siti che Google reputa fidati e in linea con i contenuti del tuo sito.

   Suggerimento:   Proponi uno scambio di link con altri assicuratori che non sono in diretta concorrenza con te, magari di un’altra regione, che hai conosciuto a un contro o a un convegno. Il vantaggio è reciproco e il costo è zero.

6. Sviluppa la tua presenza sui social media


Sui tuoi canali potrai promuovere i contenuti che hai sul tuo blog/sito. In questa maniera ci si augura che i tuoi follower clicchino sul link e si leggano i contenuti sul tuo sito, passandoci del tempo e possibilmente guardando al resto che hai scritto. Maggiore è la quantità delle visite e la loro qualità (tempo di permanenza sul sito, numero di pagine visitate in una sessione, visitatori che tornano frequentemente, ecc.) e maggiore è la reputazione che avrai presso Google.

In alcuni casi come Linkedin e Facebook la pagina che hai creato verrà pure indicizzata, rendendoti così ancora più facile da notare nei risultati di ricerca di Google. Assicurati pertanto di essere sempre professionale su quei canali che Google ha mappato.

   Attenzione:   Scegli bene i social network in cui vuoi agire a livello professionale. Nessuno ama una pagina Facebook vuota e a poco ti serve - anzi, può essere controproducente - se non l’aggiorni mai. Non avrai mica chiuso l’attività? Per questo, se avvii un canale social, è bene che poi lo presidi anche.

   Suggerimento:   Inserisci sempre i tuoi dati di contatto e i riferimenti al tuo ufficio/agenzia e la tua descrizione. La maggior parte dei social media lo permette, esattamente come abbiamo visto in Google+ al punto 2 di questo articolo. Se non ti rendi facilmente reperibile, cosa ci fai a fare online?


Buona parte dei consigli contenuti in questo articolo provengono da una guida che ho trovato su un ottimo sito che è InsuranceSplash.com. Dopo aver tradotto, filtrato, rielaborato e integrato i contenuti della guida ne è uscito questo post, ma se masticate l’inglese, vi consigli di iscrivervi alla newsletter di InsuranceSplash. Otterrete inoltre anche il PDF della guida che citavo gratuitamente.

 

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